L’Estremo Oriente comincia a fare i conti con la classe operaia. O almeno con una frazione di questa. Le proteste e le rivendicazioni salariali che stanno coinvolgendo la forza lavoro di molti distretti industriali dell’Asia, in realtà, coincidono con una fase espansiva dal punto di vista delle politiche retributive. Difatti, nonostante l’impatto mediatico di alcuni eventi anche drammatici (per esempio, i suicidi presso la taiwanese Foxxcom, terzista di Apple), i tumulti e gli scioperi dei lavoratori in Cina come in altri Paesi asiatici risultano ancora saltuari e non organizzati...




