I rapporti tra Italia e Libia sono di lunghissima data. Senza evocare la dinastia dei Severi (imperatori romani provenienti da Leptis Magna) oppure l’epoca coloniale italiana, è sufficiente richiamare i tanti interventi che la finanza libica ha fatto nel nostro sistema industriale, il cui avvio si può segnare con l’intervento finanziario in Fiat del 1976. Allora, a guidare la trattativa per l’ingresso nell’azionariato fu l’amministratore delegato dell’Ifi, Gianluigi Gabetti[1]. La presenza dei capitali di Gheddafi per il tramite delle sue fiduciarie (in quegli anni rappresentate...




