Il peso dei derivati su regioni e comuni

Scritto da datodifatto Data 15-01-2011

Una stima dell’11 marzo 2010 della Commissione finanze del Senato Scarica il pdf , calcola in 35,3 miliardi di euro il debito coperto o strutturato sotto forma di derivati e in 671 gli enti coinvolti tra comuni, province e regioni a dicembre 2009. Si tratta dell’1% del debito complessivo delle amministrazioni locali (calcolato in base alla logica del “valore di mercato” o “Mark-to-Market”). Inoltre, secondo Banca d’Italia, nel primo trimestre 2010, sono stati stipulati nuovi contratti per 2,5 miliardi di euro (+10% sul 2009). Eppure, il settore dei derivati relativo agli enti pubblici sta generando un’intensa attività legale che vede contrapposte le amministrazioni alle banche fornitrici del debito e degli strumenti finanziari a sua copertura. Si tratta di una contrapposizione che riguarda soprattutto le consulenze della banche, consulenze fornite a tecnici amministrativi poco o per nulla esperti in finanza strutturata, situazione che ha generato un’asimmetria informativa che le banche hanno molto spesso sfruttato a loro vantaggio (almeno sulla base delle denunce), mascherando rilevanti costi occulti di gestione per contratti dai valori miliardari.

Distribuzione contratti derivati per ente pubblico al 30 giugno 2010


Fonte: Commissione Finanze del Senato

L’amministrazione comunale di Milano ha citato in giudizio le banche internazionali Deutsche Bank, Ubs, Jp Morgan e Depfa Bank, specializzata in finanziamenti alla pubblica amministrazione. L’accusa si è concentrata soprattutto su un bond emesso dal comune di Milano nel 2005 per un importo pari a 1,68 miliardi di euro e poi successivamente rinegoziato con i diversi istituti, i quali avrebbero realizzato proventi per 100 milioni di euro ai danni dell’amministrazione, a causa delle errate relazioni tecniche di due funzionari comunali preposti alla valutazione finanziaria[2]. Si tratta della prima indagine sui rapporti economici tra enti locali e banche internazionali per la gestione di prestiti derivati, la cui prima udienza si è tenuta il 6 maggio 2010 presso la quarta sezione penale di Milano[3].
Nello specifico, i fronti di indagine hanno riguardato il costo di chiusura di un derivato in essere con Unicredit per 96 milioni di euro, a seguito del quale sarebbe stato attivato un nuovo finanziamento con a capo le suddette quattro banche[4]. E poi, la vendita di un bond a un prezzo superiore rispetto a quello di mercato per 52 milioni di euro.

Controvalore del debito rispetto ai contratti – in % sul totale al 30 giugno 2010


Fonte: Commissione Finanze del Senato

Nel frattempo, anche la Regione Lombardia si era mossa contro Ubs e Merrill Lynch[5], nei confronti delle quali il contenzioso ha riguardato costi impliciti non dichiarati per 95,3 milioni di euro, relativi all’emissione, avvenuta nel 2002, di un bond trentennale a scadenza unica da 1 miliardo di euro. Nello specifico, si tratta di 59,4 milioni a favore di Merrill Lynch e di 35,9 per Ubs. In questo caso, però, l’inchiesta è stata archiviata dal punto di vista penale per prescrizione dei fatti, essendo trascorsi sette anni e mezzo. In ogni caso, l’attivazione del bond ha rispettato le corrette procedure previste dalla legge statale in caso di indebitamento di un ente regionale. Vale a dire che, oltre all’accensione del debito, deve essere realizzato un conto di accantonamento a copertura del saldo per onorare il debito una volta pervenuto a scadenza. In questo caso, il conto è stato costruito dalle due banche e coperto con contratti derivati (nella speranza della Regione di poter lucrare sugli interessi). Si tratta di due contratti derivati (amortizing currency swap) e di un fondo speciale (sinking fund) che ha investito in bond della Grecia e di regioni indebitate come il Lazio e la Sicilia.

1

La partita legale della Lombardia.

Sia nel caso del Comune di Milano che della Regione Lombardia, sono mancati tutti i supporti tecnici necessari alla corretta valutazione dei rischi e degli oneri connessi ai finanziamenti. Questo deficit di conoscenza tecnica ha riguardato tanto le banche (in alcuni casi, pretestuosamente) che i funzionari comunali addetti all’emissione del debito.

Derivati al 31/12/2009Numero enti interessatiTotale contratti (€ .000)Contratto medio (€ .000)
Regioni1817.122.930184.118
Province423.277.18826.009
Comuni capoluogo4510.720.32263.811
Comuni non capoluogo5594.439.9256.271
Totali66435.560.36532.475

Fonte: Ministero del Tesoro

Del resto, la gestione del debito è fondamentale per far funzionare la macchina amministrativa, e lo sarà soprattutto in futuro, quando le deleghe del federalismo richiederanno un impegno strutturato nella copertura e nell’erogazione dei servizi ai cittadini come la sanità e i trasporti, idrovori di risorse economiche.
Il comune di Milano è in procinto di arruolare un consulente che lo supporti nella gestione del debito e pertanto procederà con una gara d’appalto, soluzione che reputa necessaria soprattutto in vista degli impegni finanziari dovuti all’Expo. Difatti, a tutt’oggi, non è in grado di quantificare la reale portata del danno derivato dal bond del 2005 per il quale è in causa[6].
Ma il problema del Comune di Milano riguarda centinaia di amministrazioni pubbliche e basta scorrere la lista della Guardia di Finanza, all’opera nell’individuare anomalie, per avere un’idea delle entità interessate Scarica il pdf .

2

Piemonte.

La Regione Piemonte ha un derivato per il valore di 1,8 miliardi di euro.
Al contempo, il debito totale del Comune di Torino ammonta a 3,1 miliardi di euro. Di questi, 960 milioni sono composti da contratti swap con le banche Abn Amro, Intesa Sanpaolo, Unicredit, Dexia e J&P Morgan. Inoltre, alcuni dei contratti derivati sono stati sottoscritti con finalità speculative e grazie a ciò il Comune ha realizzato nel 2009 una plusvalenza di 7 milioni di euro su tre contratti derivati, per un totale di 200 milioni sottoscritti con Ubs e chiusi in anticipo.

3

Liguria.

La Regione Liguria ha stipulato nel 2004 un contratto derivato con Nomura per 100 milioni di euro, da estinguere nel 2034.
Il Comune di Genova invece, pur registrando debiti per 1,26 miliardi di euro, non ha sottoscritto derivati (almeno direttamente).

4

Emilia Romagna.

La Regione Emilia Romagna non ha derivati se non nel caso di un mutuo pari a 380mila euro con scadenza al 2032. Il Comune di Bologna registra 320 milioni di euro di debiti ma nessun derivato. Così come la Provincia di Bologna, la quale ha estinto l’ultimo derivato nel 2008, attivato con Bnl.

5

Toscana.

La Regione Toscana al 2009 risultava oberata per 1,26 miliardi di euro di debito, di cui 461 milioni (il 36,39%) in contratti derivati. La procura di Firenze ha scritto nel registro degli indagati, con l’accusa di speculazione ai danni di enti locali, 22 persone tra consulenti esterni, dirigenti regionali e rappresentanti delle banche coinvolte: Deutsche Bank, Merryll Linch, Ubs, Natixis, Dexia Crediop e Mps[7].
"La Torre del Mangia dal cortile del Palazzo Pubblico", Siena 2002 - foto di Paolo Bertinetto
Inoltre, la procura ha disposto per queste sei banche il sequestro di 22 milioni di euro e 29 perquisizioni presso abitazioni e uffici dei dipendenti. Insieme ai costi impliciti, ancora una volta non dichiarati al sottoscrittore, la Guardia di Finanza ipotizza un danno per interessi cumulati di 123 milioni di euro[8].
Il Comune di Firenze registrava invece un debito di 728 milioni di euro di cui 13 contratti derivati e una perdita potenziale di 55 milioni di euro. Inoltre, altri dieci comuni della provincia di Firenze registravano al 2008 un debito di 872 milioni di euro, di cui gran parte sotto forma di contratti derivati.

6

Lazio.

La Regione Lazio aveva a fine 2009 contratti derivati per 2,9 miliardi di euro di cui 2,4 miliardi soltanto per mutui e buoni ordinari della regione, oltre a 500 milioni di euro attivati per Sanim (società immobiliare della Regione per le Asl e le aziende ospedaliere). Anche nel caso della Regione Lazio, sono stati citati in giudizio 11 banche (tra cui Citibank), con la richiesta di un risarcimento per 82,8 milioni di euro a causa dei costi impliciti e occulti.
Al 2009, il Comune di Roma risultava indebitato per 6,95 miliardi di euro di cui 3,5 in derivati (il 53%). A causa di tale massa di debiti, gli oneri finanziari assorbiti sono risultati pari a 467 milioni di euro nel 2008, circa 633 milioni nel 2009 e circa 689 milioni nel 2010.

7

Campania.

Il Comune di Napoli aveva debiti per 1,5 miliardi di euro al 2009 e una posizione finanziaria negativa di 250 milioni di euro. Del totale debiti, 700 milioni di euro sono basati su derivati. Al contrario, Regione e Provincia di Napoli non registrano derivati tra i loro debiti.

8

Puglia.

La Regione Puglia non aveva titoli derivati al 2009, ma obbligazioni per 700 milioni di euro e su due contratti relativi alle emissioni di debito, è in corso un’indagine da parte della procura barese contro Merril Lynch per una perdita stimata in 70 milioni di euro.
Regione e Provincia di Bari non registrano derivati tra i loro debiti.

NOTE

[1]

Per un approfondimento tecnico sulla ratio e il funzionamento dei contratti derivati e del debito da questi erogato o coperto, si rimanda all’articolo «Intelligence economico-finanziaria contro il ‘virus’ dei derivati» della rivista on-line Gnosis, edita dall’Agenzia informazioni e sicurezza interna.

[2]

Nel processo si stanno vagliando le relazioni tra i funzionari delle banche coinvolte e i dirigenti del comune di Milano: Giorgio Porta, direttore generale pro tempore del Comune; Mauro Mauri, esperto esterno della Commissione tecnica per la gestione del debito comunale.

[3]

A fronte delle prime eccezioni avanzate dalle banche sul capo di imputazione, l’udienza è slittata al 24 settembre 2010.

[4]

Il periodo temporale in cui si sono svolti i fatti comincia nel giugno del 2005 con sindaco Gabriele Albertini e prosegue fino ad ottobre 2007, gestione Letizia Moratti. Insieme ai quattro istituti bancari, tra gli indagati sono stati chiamati a giudizio 11 funzionari degli istituti tra cui per Ubs Gaetano Bassolino (figlio di Antonio Bassolino, ex-governatore della regione Campania) e per Jp Morgan Simone Rondelli, attualmente gestore del patrimonio dei Moratti.

[5]

L’indagine è stata portata avanti dal Pm Alfredo Robledo presso il Tribunale di Milano e si è avvalsa della perizia tecnica dei professori Darrell Duffie e Gianluca Fusai. La perizia copre l’intero iter procedurale, vale a dire a partire dall’emissione, che secondo i due consulenti è stata effettuata «…senza prevedere la corresponsione di alcuna commissione…» . In realtà, i costi impliciti strutturati nel derivato, hanno un peso notevole nel momento in cui «…il valore attuale dei pagamenti dovuti a ciascuna delle due banche è molto superiore al valore attuale dei pagamenti dovuti alla Regione». Questi costi impliciti ammontano a 39 milioni di euro sul currency swap di Merril Lynch e 19,9 milioni sul conto di garanzia. Nel caso di Ubs, si tratta di 24 milioni di euro e 11,7 milioni.

[6]

A fine giugno 2010, Ubs ha comunicato al comune di Milano per il 2010 un saldo positivo di 11 milioni di euro, prodotto dagli swap in essere. Fonte: Il Sole 24 Ore Lombardia di mercoledì 4 agosto 2010 n.39.

[7]

I sequestri hanno riguardato Merrill Lynch International con sede Dublino, per 15 milioni di euro, Deutsche Bank AG di Londra per 1,7 milioni, Ubs Investment Bank di Londra per 1 milione, Natixis Sa di Parigi per 2,2 milioni, Monte dei Paschi di Siena per 750mila euro e Dexia Crediop di Roma per 634mila euro.

[8]

La Guardia di finanza ha dichiarato che «queste operazioni che dovevano essere di copertura rischio sono risultate vere e proprie operazioni speculative estranee alle finalità dell’ente». E ancora, che i contratti sono stati stipulati «in violazione degli obblighi informativi previsti nei confronti della clientela, in quanto la controparte pubblica è stata considerata operatore qualificato…» mentre «…gli enti locali interessati non disponevano di competenze tecniche interne tali da rilevare non solo l’alto tasso di rischio insito nei contratti così stipulati ma anche la presenza di commissioni implicite a carico dell’ente». Citazione da Il Sole 24 Ore del 21 dicembre 2010.

3 Responses to “Il peso dei derivati su regioni e comuni”

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  2. [...] Sono dieci volte tanti.Basta una piccola leggina:una legge che renda nulli per vizio di forma i debiti stipulati dai Comuni italiani con le banche,che hanno mollato loro una mostruosa quantità di derivati ed altri strumenti [...]

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