giu 04, 2015

Maxi arresti 2015

“All’alba, i carabinieri del comando provinciale hanno eseguito un maxi arresto di 10… 50… 100 persone, tutte indagate per associazione…” La suoneria rintrona. Una scomposta manata l’azzittisce.

‘Ndrangheta: blitz Polizia-Fbi

Raggiungo la cucina e intontito dalle caldane dell’insonnia, pasturando i sogni rimasti in sospeso, premo “on” su tutte le connessioni col mondo reale mentre la televisione continua a vociare. Verso il succo d’arancia, preparo il caffè e masticando i biscotti, cucchiaiata dopo cucchiaiata, ritorno tra i vivi al punto di distrarmi dall’audio per concentrarmi nella lettura delle notizie.
In effetti, anche i siti grassettano di un nuovo maxi arresto. Suppongo “nuovo” rispetto a un qualche importante precedente, del quale non ho ricordo circa l’entità o le motivazioni. Quantomeno, per capire se proprio questo, appena eseguito contro venti persone “accusate d’associazione a delinquere di stampo mafioso”, lo si possa comparare per maggiore o minore rilevanza. Perciò, andando al lavoro e prima che l’ansia degli appuntamenti lavorativi sommerga ogni altro pensiero, per un po’ mi risuona il gigantismo fonico della parola composta “Maxi Arresto”. Un ribattere di sillabe durante il distratto percorso verso l’ufficio, un risuonare della mente dissociato da tutte le relative informazioni di cronaca.

La settimana trascorre, le mattinate si ripetono e così, un giorno come gli altri, apprendo di un nuovo MAXI ARRESTO. Stavolta, la memoria recupera il labile residuo del  precedente avvenimento, forse registrato dai neuroni grazie alla sua elefantiasi sonora. Di conseguenza, sono finalmente in grado di operare un minimo confronto. In effetti, alcune variabili risultano mutate: il numero, le motivazioni, il luogo…ma, stavolta, proprio il numero degli arrestati denota la sostanziale differenza, in quanto doppio rispetto al precedente.

Dunque, esco di casa con una percezione più approfondita riguardo al fenomeno dei maxi arresti  finché, di maxi arresto in maxi arresto, comincio a notarli tutti e colto dalla mia solita compulsione comparativa, rimango in attesa del prossimo per iniziare la mia personale serie storica.

Poi, dopo un nuovo incredibile Maxi Arresto, la consapevolezza della dimensione numerica e della sua frequenza d’accadimenti mi impone un bisogno di chiarezza storica che sintentizzo nella banale domanda: ma quante persone finiscono in carcere ogni anno a causa dei Maxi Arresti?

Così, comincio a raccogliere dati dalla rete e a partire  dal 1° gennaio 2015, li mettendo in tabella.

Questo è quanto.

CausaDataLuogoProcuraOperazioneN. arresti
Ndrangheta27/01/2015BolognaDda BolognaAemilia117
Ndrangheta27/01/2015CatanzaroCatanzaroAemilia37
Droga28/01/2015CataniaCataniaCursoti milanesi27
Ndrangheta28/01/2015BresciaBresciaAemilia9
Droga4/2/2015MarcellinaTivoliRevenge8
Mafia8/2/2015PalermoPalermoApocalisse 227
Camorra9/2/2015Roma, altre cittàRomaCamorra Capitale61
Droga9/2/2015Reggio CalabriaDda Reggio22
Camorra10/2/2015RomaDda RomaTulipano61
Droga11/2/2015San TeodoroNuoro31
Estorsione21/02/2015Qualiano, Melito, MugnanoCasoria30
Camorra; Droga, Estorsione2/3/2015NapoliNapoli50
Droga2/3/2015Vallo di DianoLagonegroEnd of games5
Droga4/3/2015Cagliari, LazioCagliariTriplete49
Camorra9/3/2015NapoliDda NapoliSpartacus reset40
Prostituzione10/3/2015LomellinaPavia40
Droga12/3/2015MilanoMilano30
Furti16/03/2015RietiRietiOil Vampires11
Droga18/03/2015Cinisello BalsamoMilano29
Mafia21/04/2015BariBari64
Evasione22/04/2015AlessandriaSavonaGrissitalia10
Droga23/04/2015UrbinoUrbinoOperazione mozzicone9
Terrorismo24/04/2015CagliariCagliari18
Droga7/5/2015Reggio Calabria, New YorkReggio CalabriaColumbus17
Truffa; Peculato19/05/2015ItaliaCatanzaroDirty Soccer50
Mafia26/05/2015PalermoPalermo39
Droga27/05/2015CagliariCagliari11
Droga29/05/2015Napoli; Salerno; BattipagliaSalerno87
Droga30/05/2015GonnesaIglesias8
Frode3/6/2015Viterbo, Rieti, LatinaViterbo9
Mafia; Corruzione; Appalti4/6/2015Roma, LazioRomaMafia Capitale 2° parte44
Camorra4/6/2015NapoliNapoli44
Droga4/6/2015AvellinoAvellino30

Dopo di ché, la seconda domanda che mi pongo è: ma con tutti questi Maxi Arresti, le carceri italiane non sono ancora esplose? Tra l’altro questa domanda si trascina altre reminescenze di cronaca nazionale: 2012, anno dell’aministia, cui si è giunti dopo innumerevoli campagne sociali.

In effetti, forse complice l’amnistia, le carceri italiane non paiono soffrire di sovraffolamento come tanti anni fa.

Anzi, nel corso degli anni, il numero medio delle presenze nelle carceri è andato anche diminuendo.

Ma soprattutto, gli ingressi sono andati diminuendo: -5,8% circa tra il 2012 e il 2013.

Poiché capita di usare i numeri come rappresentazione dell’assoluto, spesso li invochiamo o li snoccioliamo quando abbiamo bisogno di aver ragione. E, quindi, nel caso dal numero dei MAXI ARRESTI sarei tentato di desumere che le carceri italiane scoppino di delinquenti italiani, soprattutto meridionali, considerati i tanti reati di stampo mafioso che contraddistinguono i Max Arresti per cui mi sono fissato.

Invece, anche riguardo questa desunzione etnico-territoriale mi sono dovuto ricredere: gli italiani rappresentano il 65% della popolazione carceraria totale. Insomma, tutt’altro che la stragrande maggioranza: tra reati dovuti allo spaccio o reati minori amplificati dalla frequente condizione di clandestinità, gli stranieri sono ormai una parte strutturale della detenzione permanente.

A questo punto, mi vien da pensare che saremo tra i primi in Europa per numero di carcerati. E, invece, neanche in questo caso la mia presunzione ci azzecca: il tasso medio europeo di carcerati ogni 100.000 abitanti è di 124,1 nel 2014 mentre in Italia è 102,9. Perfino l’Austria, il Belgio e la Francia hanno più carcerati di noi italiani1

Eppure, c’è una serie di dati utile per dar ragione alla mia malafede verso l’italica indole, dati che però pongono nuovi inquietanti interrogativi proprio a causa della loro enorme contraddittorietà.

Il dubbio mi è sorto perché esistono due tipi di dentenzione: quella basata sulla pena comminata dal I° grado di giudizio (che può procedere fino alla Cassazione); quella che il diritto penale definisce come “fermo di polizia” e che non dura oltre 48h, entro le quali il G.I.P. deve decidere se proseguire con la detenzione (arresti domiciliari inclusi). Altrimenti, si torna in libertà.

Quindi, il primo caso riguarda chi deve rimanere in carcere a fronte di una pena già inflitta, anche se in attesa di un nuovo processo. Nel secondo caso, si finisce in prigione ma giusto il tempo che il giudice possa decidere come procedere. Di conseguenza, dopo 48h si può anche tornare a spasso.

Questo significa che le statistiche sulla popolazione carceraria fotografano una parte della realtà, quella che riguarda i residenti permanenti,  per pochi mesi come per l’ergastolo.

Tra l’altro, gli estremi di chi ci deve rimanere qualche mese e chi ci rimarrà tutta la vita, rappresentano una minoranza: nel 2013, oltre il 50% dei carcerati sta scontando dai 3 ai 10 anni 2.

A questo punto, ricomincio da un numero assoluto: nel 2013 le persone che sono state arrestate in Italia o hanno subito uno stato di fermo sono state 978.082.

Finalmente, e purtroppo, riesco a far quadrare i numeri con il bollettino quotidiano dei Maxi Arresti… In pratica, nel 2013, ogni giorno sono state arrestate 2.700 persone (domeniche e festivi inclusi).

E dal 2006, il totale è andato crescendo dagli 801.000 al quasi milione del 2013.

Dunque, riguardo quest’enorme massa di esseri umani che passa un paio di notti in galera, soltanto una minima percentuale si trasforma in residenti permanenti.

Per l’appunto, nel 2013, se la popolazione carceraria ammontava a poco più di 62.000 detenuti,  i nuovi ingressi sono stati 59.000 mentre 8.000 circa quelli che hanno continuato a scontare la pena (di cui 1.583 erano i condannati all’ergastolo).

Ergo, “soltanto” il 6% dei carcerati risiede permanente in prigione. Ovviamente, si tratta di una media del pollo, dato che non avendo i dati mensili, non sono stato in grado di misurare l’impatto inerziale di fine anno, perché chi è stato arrestato a dicembre del 2012 magari figura come nuovo ingresso del 2013.

Comunque, accontentandosi di questo livello di dettaglio, tanto per fare un paragone, nel 2006 il rapporto era ben più alto: 11,3%. Eppure, se gli arresti non hanno fatto altro che aumentare (dal 2006 al 2014,  +22%), i nuovi ingressi hanno continuato a diminuire (-34,5%).

Al contrario, la popolazione carceraria stanziale (detenuti condannati in via definitiva) è rimasta abbastanza inalterata: a partire dal 2009, +2,4%. Il 2007 è da escludere a causa dell’indulto del 2006 3 che portò a una diminuzione dei condannati da 11.367 a 3.975, diminuzione il cui impatto si è fatto sentire anche nel 2008 (6.479).

Ora, è evidente che questo trend ha comportato un enorme beneficio in termini di riduzione del sovraffolamento carcerario, una problematica che solleva questioni etiche e morali e che ha comportato amnistie nel corso degli anni oltre che continue reprimenda da parte dell’Unione Europea e di tanti organismi internazionali.

Al contempo, però, i due opposti trend tra numero di arresti (in aumento) e nuovi ingressi (in diminuzione) dovrebbe far sorgere una serie di problematici quesiti: o le forze dell’ordine sempre più arrestano persone senza che sussistano fatti e misfatti tali da far seguire l’incarcerazione; oppure, tra l’arresto e la condanna accade qualcosa che, nel corso degli anni, ha abbattuto sempre di più la correlazione tra fermo e giudizio.

Palermo, "Apocalisse mafia", 27 arresti - 9 febbraio 2015

Di certo, per lo Stato italiano gestire quasi un milione di arresti l’anno deve rappresentare un sforzo enorme in termini di risorse umane, burocratiche e anche sociali.

Per avere un termine di confronto, mi sono andato a studiare la realtà francese. Dunque, la Francia con una popolazione di circa 67 Mln di abitanti nel 2015, ha un indice di carcerazione più alto dell’Italia (118 ogni mille contro i nostri 103). Il che equivale a una popolazione carceraria di circa 78.000 individui di cui 67.075 sono detenuti 4.

Invece, per quanto gli arresti effettuati 5, nel 2013 sono stati 286.337, in calo rispetto al 2012 (-6,1%) ma, soprattutto, in drastico calo rispetto al picco del 2008 (454.407, -37%).

Ma c’è un “ma” grande quanto un Maxi Arresto… La Francia ha introdotto nel 2013 una forma alternativa d’incarcerazione che non prevede la detenzione presso strutture carcerarie ma la modalità del “Milieu Ouvert” 6. In pratica, una forma di semi-libertà comminata dal giudice in caso di sussistenza di alcune condizione e che riguarda circa 175.000 persone l’anno.

Il che significa che l’intera popolazione carceraria francese ammonta a 253.000 individui distribuiti tra carcere e in semi-libertà. Totale che si rapporta con certa coerenza ai 286.000 arresti anno o meglio, se fosse sufficiente fare la proporzione per avere un’indice di efficacia in termini di coincidenza tra primo arresto e pena, nel caso della Francia avremmo un’indice di 0.88: in pratica, quasi ogni arresto si tramuta in una pena da scontare. In realtà, così calcolato è sbagliato perché andrebbe fatto sui nuovi ingressi in carcere o semi-libertà: ma si tratta di un dato che non sono riuscito a recuperare. Per cui, mi si passi la forzatura.

Per calcolare il medesimo presunto indice nel caso dell’Italia, è necessario recuperare il dato delle persone che scontano la pena in maniera alternativa al carcere. E, davvero, spero di essere smentito o, insomma, di scoprire che sono centinaia di migliaia di modo che una certa forma di redenzione metta a posto le cose tra lo Stato, gli italiani e il sottoscritto che ci convive.

Invece, il numero di interessati a misure alternative come i servizi sociali o gli arresti domiciliari, nel 2013 hanno sfiorato appena le 30.000 unità (29.747 per la precisione).

Perciò, il presunto indice per l’Italia sarebbe dello 0.094: nemmeno un arresto su 10 si trasforma in una condanna.

Ed ecco la domanda finale: quanto costa l’intero sistema detentivo italiano? Nel 2013, il bilancio consuntivo per l’Amministrazione penitenziaria è stato poco più di 3 miliardi di € 7.

Di quest’importo, l’80% viene assorbito dal personale di servizio il cui corpo di polizia è composto da oltre 46.000 unità dislocate su 207 penitenziari 8. In realtà, capire il totale addetti appare una missione non a portata del web: né il sito del Ministero di Giustiza né quello della Polizia penitenziaria segnala alcunché a riguardo. Su quest’ultimo però, è possibile ascoltare i brani dell’onorata banda musicale (nel cui elenco troviamo l’Inno alla gioia di Beethoven…).

Questo significa che il costo giornaliero di un detenuto in Italia è di € 125 circa ma soltanto € 10 sono spesi per il suo mantenimento: il resto tocca a chi lo sorveglia, facendolo entrare e uscire migliaia di volte al giorno 9.

E trattandosi di una spesa costante anno dopo anno, per oltre il 90% indipendente dal numero dei detenuti, l’aspetto paradossale è che più il Governo si impegna a diminuire il numero dei detenuti per risolvere il disumano sovraffollamento che riguarda soprattuto i detenuti del breve periodo e delle 48h, tanto più il costo per detenuto aumenta.

Vado a dormire e spero che domani non mi arrestino: or ora mi sono ricordato di girare in auto con la revisione scaduta e senza carta d’identità.

http://dati.istat.it/Index.aspx?DataSetCode=DCCV_SEGNALAZPS

  1. I dati a livello mondiale sono raccolti dal Council of Europe Annual Penal Statistics, nell’ambito del programma SPACE che raccoglie le statistiche sulla carcerazione degli Stati Membri wp.unil.ch/space/space-i/prison-stock-2014-2015/
  2. Le statistiche sulla composizione della popolazione carceraria sono disponibili dal sito del Ministero della Giustizia http://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_14_1.wp?facetNode_1=1_5_30&previsiousPage=mg_1_14&contentId=SST978029
  3. Riguardo all’indulto del 2006, si può far riferimento alla pagina Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Indulto
  4. Per i dati che riguardano la popolazione carceraria in Francia fino al 2014, si può far riferimento al documento del Ministero di Giustizia francese Séries statistiques des personnes placées sous main de justice 1980 – 2014 al seguente link  http://www.justice.gouv.fr/art_pix/ppsmj_2014.PDF
  5. In Francia, l’istituto giuridico che regola il blocco e l’incarcerazione per un massimo di 48h prima che il giudice stabilisca tutti gli estremi del reato commesso, viene denominato «Gardes à vue» http://www.inhesj.fr/sites/default/files/tb3pn-2014.pdf
  6. La descrizione esatta è presente su questa pagina del sito del Ministero di Giustizia francese http://www.justice.gouv.fr/prison-et-reinsertion-10036/les-personnes-prises-en-charge-10038/le-milieu-ouvert-12012.html
  7. Dati disponibili presso il Ministero di Giustizia https://www.giustizia.it/giustizia/it/contentview.wp?previsiousPage=mg_1_29_13_9&contentId=ART1050391
  8. Fonte Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Corpo_di_polizia_penitenziaria#cite_note-4
  9. Un interessante approfondimento è quello realizzato dal Centro Volontariato http://www.centrovolontariato.net/wp-content/uploads/2014/12/carcere-report.pdf